--Le Azzorre, Faial e la taverna dei marinai - Viagginsieme

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PORTOGALLO - ISOLE AZZORRE, FAIAL NELLA TAVERNA DEI MARINAI
---  (Touring Luglio/Agosto 2013) ---

Sull’isola dell’arcipelago portoghese delle Azzorre, nel Pub dove si ritrovano capitani, avventurieri, miliardari, turisti e fuggitivi lungo la rotta che collega Europa ed America del Nord. Per un brindisi al mare, alle nebbie ed al vulcano.
Basta un nome, in tutto il mondo, per darsi appuntamento nel mezzo dell'Atlantico, nella sperduta isola di Faial, arcipelago delle Azzorre. Il Café Sport, ed il suo proprietario, sono un'icona fissa, luminosa e imprescindibile nei manuali di navigazione dei velisti. Nella loro mente è come un faro che li guida, che provengano dall'Australia o dalla California o dall'Europa dell'Ovest e dell'Est. Sono milioni gli equipaggi che hanno avuto come meta quest'isola ed il suo porto di Horta, uno dei luoghi più cosmopoliti ed insieme popolari e popolati di variegata umanità. Democratico e civile: lì ciascuno è semplicemente una persona, senza la coscienza di una patria lontana e matrigna, senza il peso di storie civili o familiari, senza il ricordo di lotte e guerre. Tutti liberi nel mare, da cui si proviene, e per alcuni giorni ed ore insieme, per dirsi dove si è andati e dove si andrà, in questo mondo che appare meraviglioso dalle banchine del porto, appena approdati o in procinto di spiegare le vele al vento. Per un attimo, è come se l'avventura si fosse condensata in un luogo, in un bar, appunto, divenuto mitico. Un brano di storia del locale lo racconta il proprietario, il cui bisnonno, titolare di un bazar di artigianato locale, cappelli e cesti di paglia, pizzi, merletti e altro ancora, attivo già alla fine dell'Ottocento, nei primi anni del secolo scorso, lasciò la vecchia sede e comprò l'edificio che ora fa parte del Café Sport, iniziando anche la vendita di bevande. Nel locale, in posizione privilegiata proprio sul porto, la storia si dipana, di pari passo con quella dell'isola: prima, negli anni Trenta, base di appoggio dei rimorchiatori olandesi che correvano in aiuto alle barche dei balenieri in difficoltà e alle navi in generale, poi, con la seconda guerra mondiale, punto cruciale di manovre e approvvigionamenti. Il Lusitania trovò rifugio nel porto di Horta con la poppa lacerata da una bomba di profondità, e vi dimorò durante tutto il perdurare del conflitto.  Il proprietario cominciò a fare affari con la marina militare americana quando questa, da li, doveva per forza passare e fermarsi per i rifornimenti, prima di sbarcare in Normandia o in Sicilia. Finiti i periodi delle navi a carbone, delle avventure degli idrovolanti e dei viaggi transatlantici, e passate le notti di blackout durante la seconda guerra mondiale, a partire dagli anni Cinquanta del secolo scorso i velisti cominciano a visitare Faial ed il Café Sport si guadagna una fama senza confronti. L'ospitalità è stata sempre il suo marchio di fabbrica, rendendolo riparo preferito dagli equipaggi dei velieri e degli yacht, allora considerati alla stregua di avventurieri, che a Faial facevano scalo. Dal 1975, il Café Sport, o Peter's, come è meglio conosciuto, assiste senza scomporsi alle sfilate dei più grandi navigatori del mondo, di molte celebrità e di una moltitudine anonima che qui continua a trovare riparo e ristoro. I marinai e gli skipper di tutto il mondo si fermano a bere un mitico gin tonic, dopo aver attraversato l'Atlantico, e senza tralasciare poi di aggiungere un nuovo dipinto all'ormai gigantesco e chilometrico murale che decora le banchine in cemento del porto di Horta. Giovani vichinghi e vecchi lupi di mare, famiglie con bambini al seguito e navigatori solitari, tutti sono stati segnati nell'animo dalla magia del luogo come fosse un polo magnetico capace di attrarre da vicino e da lontano. Horta e Faial non sono solo tesori per marinai e naviganti. Anche chi ama camminare per scoprire un territorio e conquistare una bella vista qui trova polvere per le sue scarpe. Quinta per grandezza tra le nove isole principali dell'arcipelago delle Azzorre, Faial è posta sopra una faglia vulcanica in perenne attività, che nei secoli ha disegnato il profilo di questi avamposti d'Europa sparpagliati in mezzo all'Atlantico, a un terzo della rotta tra il Vecchio Continente e l'America. Faial è dominata all'interno dal cono vulcanico della Caldeira, che con la sua cima più elevata, il Cabeco Gordo, raggiunge i 1043 metri d'altitudine. Salire sulla vetta del Cabego Gordo è a portata di chiunque abbia dimestichezza con un'escursione in montagna, ma la guida è indispensabile perché una parte dell'ascensione è quasi sempre tra la nebbia ed è necessario avere qualcuno che conosca bene la via. Sempre in tema di vulcani, da non mancare la visita all'enorme Caldeira: un cratere spento di oltre due chilometri di diametro e profondo trecento metri e anche al golfo adamantino, formato dalle due Caldeirinhas do Inferno (uno spettacolo straordinario dalla sommità del Monte da Guia). C'è poi Capelinhos, l'ultimo arrivo, nel senso che, una volta, il limite occidentale di Faial era fissato al faro di Capelo. Poi, nel 1957, il mare lì davanti ha cominciato a ribollire e in pochi mesi la natura vulcanica di queste parti ha fatto emergere dalle acque un'ulteriore appendice all'isola: un parto di fuoco che ha costretto all'emigrazione un paio di comunità locali. Anche qui, la visita alla punta, magari preceduta da quella al piccolo museo, ospitato nel primo piano del faro, semisommerso dall'eruzione, è da non perdere. Vulcani o no, l’emigrazione è sempre stata nel destino di queste terre. Passeggiando per Horta, il capoluogo dell'isola, si rimane stupiti da quante case espongano con orgoglio la bandiera a stelle e strisce. Chiuse undici mesi l'anno, sono di proprietà di azzorriani emigrati che ad agosto tornano al villaggio per fare sfoggio del raggiunto benessere e spesso di una famiglia che mastica lo slang della costa est. Perché da sempre gli abitanti delle Azzorre sono andati in America, soprattutto nelle città costiere del Massachusetts, Nantucket e New Bedford, i porti dove è ambientato “Moby Dick”. Quelli in cui gli abili marinai portoghesi si imbarcavano sulle baleniere e attraversavano l'Atlantico rischiando la vita per inseguire uno sbuffo. Lo scrive anche Melville in un capitolo del suo capolavoro: «Non pochi fra i cacciatori di balene sono originari delle Azzorre, dove le navi di Nantucket, che si dirigono verso mari distanti, attraccano spesso per aumentare il loro equipaggio con i coraggiosi contadini di queste coste rocciose. Non si sa bene il perché, ma la verità è che gli isolani sono i migliori cacciatori di balene». La tradizione baleniera qui è rimasta viva fino agli anni Ottanta. L'ultimo cetaceo venne ucciso dalla compagnia di balenieri di Pico, l'isola di fronte a Faial, che dista giusto il tempo di una breve traversata. Per questo lo stretto di mare che le divide costituisce il luogo perfetto per il whalewatching, l'osservazione dei cetacei. In queste fredde acque ne passano 24 specie, dalla balenottera azzurra, il più grande animale della Terra, ai capidogli e ai delfini. Per documentarsi sulla tradizione baleniera, il luogo più adatto è il curioso Museu do Scrimshaw, dove è da ammirare una notevole collezione di opere incise su denti di capidoglio. Faial deve il suo nome all’abbondanza di faia, il lauro originario delle Canarie, qui importato come altre specie vegetali. I campi ed i pascoli sono divisi da chilometri di siepi di ortensie che da maggio a luglio fioriscono colmando Faial di colore. L'isola non è molto estesa, ma non lesina meraviglie naturali.  Straordinario lo spettacolo dei neri scogli vulcanici perennemente frustati da acqua e spuma, e delle falesie a picco tra il verde brillante delle colline e il blu profondo dell'Atlantico. Andando a Faial, è probabile che molto tempo verrà passato ad Horta: le facciate dei suoi palazzi, in gran parte risalenti al XVIII e al XIX secolo, sono un esempio di eccezionale architettura. Affascinante il minuscolo borgo di pescatori di porto Pim, dove Antonio Tabucchi ha ambientato in una specie di osteria locale, il suo racconto “Donna di Porto Pim”. Ma se si cerca l'atmosfera da avamposto sulla fine del mondo occorre per forza andare da Peter, al Café Sport.

DA SAPERE
Le Azzorre sono un arcipelago di origine vulcanica con nove isole principali, tra  cui San Miguel e Faial.
Sono situate nell’oceano Atlantico a 1400 chilometri di distanza dalle coste del Portogallo.
Clima: in estate le temperature medie sono di 23°, mentre in inverno di 14°.
 
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