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TRENTINO ALTO ADIGE: TRENTO, RINASCIMENTO ALPINO
---  ("On The Road" ACI Bologna Ottobre 2016) ---
Trento, una città a misura d'uomo, che stupisce con i suoi mille volti, con le sue atmosfere rilassate, con le manifestazioni di richiamo internazionale, con i suoi monti e con i suoi musei. Ed infine, lo spettacolare Muse, firmato Renzo Piano. Capita spesso di passarci vicino lungo l’A22, magari diretti alle piste da sci o all'estero, e se non fosse per i famosi Mercatini di Natale, raramente ci si ferma. Eppure Trento, adagiata lungo la riva sinistra dell'Adige, ha di che offrire, grazie al sorprendente intreccio tra la dimensione alpina, le testimonianze dell'arte e le peculiarità della storia. Camminando per le vie del suo prezioso centro storico, che Guido Piovene definì "di letizia rinascimentale", si prova davvero un senso di meraviglia. Trento, poi, ha saputo crearsi uno spazio di rilievo come punto di riferimento artistico e culturale a livello europeo ed ha pensato al futuro progettando centri di ricerca d'avanguardia. La città tra i monti, erede della romana Tridentum, tra il 1545 e il 1563 fu scelta come "caput mundi" della cristianità divenendo sede del famoso Concilio. Per la Chiesa di Roma correvano tempi di forte inquietudine, provocata dalla riforma protestante di Martin Lutero: ecco dunque la necessità di ricorrere ad a un Sinodo straordinario, che sancì la controriforma cattolica. Da secoli, al governo della città c'erano i principi-vescovi, tra i quali spicca la figura di Bernardo Clesio (1485-1539) illuminato umanista e mecenate che riempì Trento di splendidi palazzi secondo il gusto rinascimentale. Punto privilegiato per un abbraccio visivo d'insieme, sono i gradini della Fontana del Nettuno, un capolavoro del Settecento che troneggia al centro della policroma piazza Duomo. Romanica all'esterno e gotica all'interno, la cattedrale, dedicata a San Vigilio, fu fatta costruire nel XIII secolo dal principe vescovo Federico Vanga così come l'adiacente Palazzo Pretorio, coronato da merli ghibellini e terminante con la slanciata Torre Civica. I saloni del Palazzo Pretorio ospitano il museo Diocesano Tridentino, dove esercitano un certo fascino il Tesoro della Cattedrale e la serie di arazzi fiamminghi che ornano l'aula delle sessioni del Concilio. Il resto della piazza offre sorprendenti scorci su tre sequenze di pittoreschi portici, su palazzi e case affrescate o dipinte con colori veneziani, come la casa natale di Cesare Battisti e la Casa Balduini la cui facciata è impreziosita da arabeschi e fregi allegorici. Dalla piazza s'irradiano le arterie che compongono il mosaico artistico, culturale e sociale della città. La dritta ed elegante via Belenzani (l'antica via Larga) riassume le evoluzioni urbanistiche volute dal principe vescovo Bernardo Clesio e il susseguirsi delle appariscenti facciate affrescate dei palazzi nobili (Casa Maffei, Palazzo Thun, Palazzo Geremia), ne rappresentano una straordinaria sintesi. Al "giro del Sass" (lo "struscio" per i trentini) che, oltre in via Belenzani, ha come palcoscenico anche le vie e le piazze limitrofe, vi partecipa un'onda colorita e vibrante di trentini, turisti e studenti (suddivisi fra le varie facoltà universitarie fra cui la storica Sociologia). Si passeggia tra le case di "antica foggia", si chiacchiera, si fa shopping e poi ci si concede una sosta al bar per un vin brulé, un caffè o per un "bicerin" di Teroldego o di Schiava. E se l'ora è quella giusta, si entra in una delle tipiche osterie, dove si assaporano golosità, frutto di antiche ricette. Questa passeggiata trentina è anche l'occasione per dare un'occhiata agli scavi che hanno portato alla luce un pezzo della Tridentum romana in piazza Cesare Battisti e per ammirare le splendide facciate degli edifici che si affacciano su Via Manci. Da non perdere la visita a Palazzo Saracini sede della Sat, la mitica Società degli Alpinisti Tridentini, la cui biblioteca è una delle migliori delle Alpi. Il Castello del Buonconsiglio, imponente simbolo del potere a controllo della via Claudia, con il suo straordinario misto di gotico e rinascimento, è annoverato tra le più belle residenze principesche d'Italia. Il colpo d'occhio sul complesso architettonico, composto dal merlato Castelvecchio con la torre Grande, la torre dell'Aquila, il Magno Palazzo e la Giunta Albertiana, è portentoso. Il castello fu dimora dei principi-vescovi, tra questi il dinamico Bernardo Clesio che, per infiammare d'affreschi le sale e i loggiati del Magno Palazzo, chiamò a Trento i migliori artisti del momento, tra i quali il Romanino ed il Fogolino. Visitando il castello si rimane incantati dalla bellezza di cicli pittorici di squisita fattura come "i dodici mesi" nella torre dell'Aquila cui fanno da cornice notevoli collezioni museali tra le quali il sacramentario gregoriano del IX secolo. Fa poi un certo effetto passare dall'affascinante "Cortile dei Leoni" alla sinistra "Fossa dei Martiri", dove furono giustiziati nell'estate del 1916 i martiri irredentisti Cesare Battisti, Fabio Filzi e Damiano Chiesa.Sulla riva sinistra dell'Adige, accanto all'antico e massiccio palazzo delle Albere (XVI secolo), dal 2013 sorge la modernissima struttura che ospita il Muse, il Museo delle Scienze di Trento, il complesso, il cui straordinario profilo ricorda le montagne, è stato realizzato con tecniche innovative di bioarchitettura e fa impiego di fonti rinnovabili. Il Muse è dedicato alla scienza e alla natura, ai peculiari temi del nostro presente e del futuro prossimo e la sua filosofia ed impostazione lo rendono unico nel panorama museale europeo. L'excursus espositivo si sviluppa su sei piani che circondano un grande spazio vuoto (dal piano terra al tetto) dove fluttuano oggetti, animali vari e grandi scheletri di dinosauri. Già questa scenografia riesce a sorprendere gli adulti e a lasciare a bocca aperta i bambini che qui sono i benvenuti. Il consiglio è di iniziare il percorso di visita dal piano più alto e poi compiere un vero e proprio viaggio di scoperta e di conoscenza della bellezza del mondo in cui viviamo (che ha bisogno di rispetto e attenzione) anche mediante strumenti multimediali, giochi interattivi e coinvolgenti, interessanti attività di sperimentazione. Il Muse è adatto a visitatori da 0 anni in avanti: i bambini, in particolare, nel museo apprendono che nei confronti della natura un mondo migliore è possibile.
** Le foto di questo servizio fanno parte dell'archivio privato del sito.
 
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