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MATERA: NATALE, SASSI AND THE CITY
---  (Dove Dicembre 2013) ---

Medioevo? Processioni, presepi, cibi, shopping, eventi. Le contraddizioni della città di pietra, Capitale Europea della Cultura 2019.
“Un lusso grezzo” ; la bella definizione è stata coniata in passato da una giornalista americana. E ben descrive la studiata semplicità mixata al paesaggio aspro e solare dei Sassi, Patrimonio Unesco nel 1993, e delle loro ex grotte, già care ad artisti come Pasolini, che qui girò “Il Vangelo secondo Matteo” o Mel Gibson, che vi volle la sua “ La Passione di Cristo”. Si parla di Matera, nel mondo, per la bellezza originaria e indiscutibile del luogo; per il fatto che la famiglia del sindaco di New York Bill De Biasio veniva da queste parti. Ma anche perché negli ultimi tempi la città si sta ritoccando il look, tra nuovi hotel design, trattorie gourmet, b&b chic, botteghe ed indirizzi accoglienti complice la designazione a capitale europea Cultura per il 2019. Arrivare qui al tramonto, quando la luce più calda rischiara le abitazioni del Sasso Caveoso o del Sasso Barisano ed il cielo si carica d'azzurro elettrico, è un vero spettacolo. Tanto più a dicembre. "Il cuore del Natale è il Presepe vivente", che si snoda tra Sasso Caveoso e Sasso Barisano, con “performance legate alla Natività". Certo, in una città che di per sé sembra già un presepe, è tutto più facile. Lucine ed atmosfera natalizia ovunque sono da ammirare col naso all'insù. L'albero è ubicato di solito nel salotto buono della città, in fondo a via Ridola, di fronte al famoso Caffè Lanfranchi (bisogna entrare nel bar e ammirare il panorama dei Sassi dal micro terrazzino con due soli tavoli) e non è raro vedere giovani e meno giovani salire in sella alle biciclette per accendere le luminarie. La città dei Sassi in questo periodo si anima con concerti e spettacoli, mercatini e appuntamenti con l'arte e per Capodanno arriva un concerto a mezzanotte alle spalle di piazza Vittorio Veneto, uno dei fulcri di Matera, insieme a piazza Sedile, quest'ultima ancora più intima e raccolta con botteghe, localini e indirizzi chic. Come L'Arturo, salumeria e wine bar, dove comprare specialità lucane e fermarsi per un calice di Aglianico, da accompagnare ad un tagliere di ottimi formaggi e salumi locali seduti ai tavolini nella saletta accanto al bancone. I sassi invece si appendono al collo o si arrotolano ai polsi nella vicina bottega chic di Elisa & Janna, due signore che realizzano collane e bracciali con sassi in argento o rame, veri bijoux-scultura appesi a lacci colorati, da indossare anche con un abito elegante. Tutto intorno nella zona più antica e centrale, lo spettacolo ormai cult di un'architettura ancestrale, che continua ad attirare creativi e imprenditori visionari. Così ecco giovani videomaker stranieri che hanno aderito all'iniziativa DigitalDiary Basilicata, girando negli ultimi anni decine di piccoli diari. E così personaggi come l'italo svedese Daniele Kihlgren che, attratti  dall’essenzialità scabra, monastica e insieme armonica del luogo, ha aperto un albergo diffuso rural-chic ed unico a suo modo con 8 stanze, i letti avvolti nelle curve della pietra. La flebile fiammella delle candele al posto dell'energia elettrica, la biancheria che ricorda i tempi delle nonne, le pettole fritte - sorta di frittella salata servite a Natale e Capodanno come tradizione impone – sono cifra di un'accoglienza tutta peculiare che affascina viaggiatori da tutto il mondo. Matera non è solo grotte. Palazzo Gattini, in pieno centro, un palazzo nobiliare del 1300, ha ospitato anche il Dalai Lama, è una dimora elegante per chi ama le comodità. Inoltre al nuovo Caffè Duomo, nella piazza omonima, un piccolo salotto, si tengono serate letterarie e incontri con i produttori di vino locale. E sulle mensole, sopra ai divanetti, si può ammirare il Fondo Passarelli, collezione di libri antichi dell'omonima e nobile famiglia, che comprende anche un incunabolo del 1300.  Fagioli, olive, pane contadino e peperoni cruschi (cucinati secchi e croccanti), sono i sapori che si ritrovano nei menu de L'Abbondanza Lucana, ristorante ricavato in una vera grotta. Appena seduti, viene portato in tavola “l'antipasto dell'Abbondanza": salsiccia sbriciolata di maiale, peperoni cruschi di Senise, polenta con il lardo e zucca gialla con funghi cardoncelli. Tutto, ovviamente, accompagnato dal famoso pane di Matera, di semola di grano duro locale, riconoscibile dalla mollica gialla. Per scaldarsi non manca in menu la zuppa di fagioli con castagne. Al S. Angelo Resort, le stanze, nel cuore del Sasso Caveoso, sono ricavate dalle antiche grotte che un tempo ospitavano il tribunale dei Sassi. Ogni stanza è diversa dall'altra e il panorama che si gode dalle finestre è commovente. Soprattutto all'imbrunire, quando si accendono le mille luci delle case: un eterno presepio che, tra i tanti, ha affascinato anche l'attore e regista John Malkovich e la famiglia di Clint Eastwood. La Regia Corte, è un ristorante autentico tempio della cultura gastronomica: piatti a base di verdure e legumi locali, pasta tirata a mano, polpette di pane, dolci natalizi tipici come le strazzate (con mandorle e cioccolata), le cartellate (stracci locali fritti con vino e olio) e le friselle dolci. Su via Bruno Buozzi, si incontra la bottega di Emanuele Mancini, artigiano ebanista; sembra un banale negozio di souvenir, ma bisogna entrare per scoprire i timbri del pane scolpiti a mano, che un tempo le famiglie usavano per segnare la pasta, prima di cuocerla nel forno comune della città. Vale la pena di fare una chiacchierata con questo artigiano d'altri tempi, la cui bottega sembra una di quelle dei presepi. Infine bisogna concedersi una gita nei dintorni, per capire fino in fondo questi luoghi; un giro nell'aspro paesaggio della Murgia, disseminato di chiese rupestri. Per esplorarle in un piccolo trekking, si può prenotare una visita con l'archeologo e guida turistica Michele Zasa, che organizza escursioni personalizzate anche in altri luoghi d'eccezione come la Matera sotterranea, la Casa Cava - dove sono stati rinvenuti reperti paleolitici - e il Palombaro, grande cisterna che anticamente serviva per la raccolta dell'acqua. Dopo la promenade, in via Ridola, si fa lo struscio nei giorni di festa e dopo cena si svolge la movida, tra locali dove la gioventù bene va per bere una birra artigianale o un cocktail, ma si può anche mangiare un tagliere di formaggi o salumi. Di notte, complici le luci soffuse e le pietre tirate a lucido, continua la sensazione di passeggiare in un presepe. Le piccole case, gli antri, le grotte, gli improvvisi campanili, rendono Matera simile a un castello di sabbia gocciolata dalle dita di un bambino sulla riva del mare, le stesse forme che già negli Anni Cinquanta Henri Cartier-Bresson fissò per sempre con la sua Leica: parlano di un passato umile e fiero, con tradizioni contadine tutte sue. Come quella di dipingere i tessuti fatti a telaio per la biancheria con aceto e ferri arrugginiti. Oggi, da Feelosophy, tovaglie, asciugamani e canovacci sono decorati con le stesse, antiche tecniche. Alla Masseria San Francesco, invece, un padre e figlio contadini doc, producono pecorino e formaggio di capra, mentre se si vuole riportare a casa una carrellata di prodotti lucani c’è il magazzino di Esplorazioni Culinarie, fuori dal centro e davvero low cost. E se tutto a Matera fa vibrare l'anima, una vera emozione è il Musma, Museo della Scultura Contemporanea, dove le opere in mostra dialogano con la grotta che lo ospita e i Sassi circostanti. Nei saloni di Palazzo Viceconte, dimora del 1500 con quattordici stanze affrescate, il lusso ha un volto nuovo: ci si incanta tra volte affrescate e pareti che sembrano la quadreria di una galleria, nell'inaspettato, piccolo museo della fotografia, negli ipogei del palazzo dedicato a Pino Settanni, fotografo scomparso grande amico del proprietario. L'accoglienza è di gran classe, ci si sente come a casa. E prima di andare a letto non si può non salire sulla terrazza all'ultimo piano per ammirare il panorama. Sembra quello della Galilea di 2000 anni fa.
 
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