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OSIMO: GALLERIE....D'ARTE
---  (Touring Novembre 2006) ---

Arroccata su un colle alle spalle di Ancona, Osimo è città ricca di storia. Oggi si presenta ai turisti da una nuova prospettiva, sotterranea.
Da Osimo al mare ci sono solo una ventina di chilometri , ma l'Adriatico sembra lontanissimo. Il panorama è infatti dominato da colli verdeggianti con campi arati e da bei casali in mattoni gialli. Posta in cima a un poggio a dominare il vasto pianoro sottostante, la città è di origine antica, già conquistata e fortificata dai Romani (Auximum), che hanno lasciato tracce molto visibili nelle possenti mura che proteggono ancora il centro storico. All'esterno, digradanti verso il piano, cascate di case moderne accerchiano la cittadella, raggiunta da una carrozzabile che aggira con larghe curve il pendio. Ma al borgo storico si sale ora anche con una piccola e ripida funicolare che partendo da un ampio piazzale adibito a parcheggio porta in un sol balzo in pieno centro storico, grazie anche a una rampa finale attrezzata con una scala mobile coperta. Il cuore della città, assai armonioso per la predominanza del cotto utilizzato per costruire gli edifici, si articola attorno al decumano maggiore e all'antica area del foro romano, oggi vasto spiazzo su cui affaccia il Municipio. Qui, varcato l'ingresso, nell'androne fanno la guardia una dozzina di statue acefale d'epoca romana provenienti dal vicino foro. "Nelle Marche, Osimo è chiamata in modo simpatico la città dei senza testa", il che ci fa comprendere che non bisogna fermarsi al significato negativo del primo impatto. Gli osimani, infatti, sono di tutt'altra pasta ed hanno la testa salda sulle spalle: sono solo le statue romane decapitate esposte all'ingresso del Palazzo comunale le responsabili di questa definizione. In realtà Osimo è famosa da trent’anni a questa parte anche per aver dato il nome al celebre trattato riguardante la zona B di Trieste, firmato a Villa Leopardi, in cima a un colle vicino, ma di ciò non si vanta, vista la fredda accoglienza riservata all'accordo da parte dei giuliano-dalmati. Poco oltre il palazzo del Comune ecco gli alti spalti del Palazzo Vescovile ed, a fianco, il candido Duomo romanico iniziato nell'VIII secolo; un'ampia scalinata dà accesso al portale con preziose sculture del duecento. Dal vicino cortile si accede all'interno del duomo, essenziale nella sua architettura, con una cripta ricca di colonne romane di riporto in cui è conservato il sarcofago di S. Leopardo e di altri santi. Lo stesso cortile dà accesso al battistero, con un fonte battesimale bronzeo, e al Museo diocesano che conserva preziosi dipinti e sculture provenienti dalle chiese del territorio. Attraverso alcune viuzze si sfocia davanti ai vicini giardini pubblici. II sole inonda la piazza e la vicina balconata affacciata sui colli, dai monti Catria e Titano fino ai Sibillini ed al mare. Il parco un tempo era privato, di pertinenza dell'attiguo nobile palazzo, poi una donazione al Comune ha permesso alla città di avere questo magnifico punto panoramico, la Piazzanuova. Gli osimani qui passeggiano, chiacchierano e sostano sulle panchine; giovani e anziani vivono con orgoglio gli spazi pubblici della loro città. Il territorio circostante la città è caratterizzato dai profili dei colli che si rincorrono, da casali isolati e da piccole borgate che animano i declivi; campi e vigneti testimoniano una cultura antica e non ancora dimenticata, oggi valorizzata da prodotti d'eccellenza come il vino e la pasta di grano duro, considerati tra le migliori del Paese. Il decumano maggiore, oggi corso Mazzini, attraversa per lunghezza tutta la città alta: a metà circa, sulla destra, il teatro La Nuova Fenice, della fine dell'Ottocento, fa parte di un circuito di prosa regionale, ed è sede di importanti rappresentazioni. L'interno, completamente restaurato, è un piccolo gioiello di colore azzurro: un'eccezione per i teatri, che prevalentemente prediligono il velluto rosso. A pochi passi a sinistra ecco la basilica di S. Giuseppe da Copertino, patrono della città e degli studenti, meta di continui pellegrinaggi. Più avanti si apre, invece, la vasta piazza Dante su cui affaccia il settecentesco palazzo Campana, in cotto, sede della Biblioteca comunale, del Museo civico, che comprende anche la sezione archeologica, e di un rinomato collegio per studenti, in cui studiarono i futuri papi Leone XIII e Pio VIII. La sorpresa che ci riserva Osimo è però sotto terra: per iniziativa del Comune, si è resa fruibile ai turisti la rete di cunicoli scavati nell'arenaria che corre per nove chilometri sotto l'abitato. La città sotterranea costituisce una suggestiva passeggiata attraverso la storia. Le più antiche gallerie d'epoca romana furono scavate per ricavare magazzini sotterranei; la maggior parte, d'epoca medievale, fu realizzata per dare riparo alla popolazione in caso di attacco dal mare. I predoni turchi attraccavano a Numana e risalivano l'entroterra per saccheggiare i paesi. Si portavano via la farina e le donne per gli harem. Adesso, invece, le grotte portano nuovi turisti. Osimo li aspetta.
 
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