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SVEZIA - VACANZE SVEDESI: LUNGO LE COSTE DEL BOHUSLAN
--- (Rivista Touring Maggio 2014) ---

Dici Svezia e subito pensi ad Ingmar Bergman, Ikea, gli Abba.
Icone di un Paese entrato nell'immaginario collettivo grazie a immagini forti ed efficaci nella loro'semplicità: laghi azzurri, spiagge silenziose, foreste incontaminate, casette rosse bordate di bianco. Ma la Svezia non è una cartolina. Anche qui nel Bohuslan, lungo la costa a nord di Goteborg, la natura non è una comparsa ma si impone prepotente, intensa. Padrona dei propri spazi e del proprio destino, tutta da vivere: baie per nuotare, foreste da esplorare, laghi da solcare. Fjallbacka, Koster, Marstrand, Smògen, Stromstad i nomi di questo pellegrinaggio profano e mistico nella natura svedese. Villaggi di pescatori vibranti di colori riconvertiti da un turismo elegante, fatto di molti svedesi e pochi stranieri. Pontili morsi dal mare, stradine bordate da fisarmoniche di casette aguzze che spingono per guardare il porto, assi cariate dalla salsedine, quinte di barche e di vele, figure veloci inghiottite dall'ombra di un viottolo ossuto. Il mare come destino ed orizzonte, spumeggiante sinfonia di acque selvatiche, massa inquieta che intorbidisce inquietudini e cova malinconie.  Non hanno costruito cattedrali sontuose e palazzi superbi, ma gli svedesi hanno fatto della natura un tempio di acqua, terra, alberi, animali. La grazia di cieli smaltati di azzurro, screziati di nuvole capricciose, la magia della luce, cristallina e pura, il sole che dà la caccia all'ombra e insegue gabbiani queruli, le macchie opache e ritmate dei boschi, la scacchiera dei campi. Un universo semplice, pacato, solido, intriso di silenzi e nutrito di acqua, discreto, a tratti ruvido, che si è consegnato senza clamore al proprio fato. In un eterno presente fatto di tante piccole storie senza storia che hanno il sapore dell'assoluto, ha accolto un destino di normalità che non sfocia nell'anonimato. In un mondo dominato dall'eccesso, dalla ricerca dello straordinario e degli effetti speciali, un tour lungo la costa che da Goteborg risale verso la Norvegia offre autenticità. Ti riporta al centro del tuo viaggio, protagonista della tua avventura. Fa viaggiare con il cuore per trovare uno stile di vita semplice e autentico e una terra che respira, brumosa all'alba, scolpita dai colori sotto il sole. Ti pulisce la mente, ti permette di cimentarti con il gioco dello smarrimento, tra monologhi di alberi, grumi di pietre, coste brulle di granito rosato abitate solo dal lamento del vento e linde fattorie sdraiate nella campagna opulenta. Senza fretta, respirando a pieni polmoni. Gli occhi pieni di luce, il cuore colmo di emozioni, in uno smarrimento che ha il sapore inebriante della libertà. La stessa sancita dall'Allemanstratten, antica consuetudine che permette di entrare in fondi, prati, boschi e accamparsi anche in terreni privati, cogliere frutti da mangiare ancora caldi di sole, il succo che cola fra le dita. Eppure dagli anni Sessanta-Settanta, grazie alla coppia Maj Sjòwall e Per Wahlòò e alla loro raccolta Romanzo di un crimine, per contrasto questa natura incantata alimenta la fantasia di scrittori di gialli inquieti come Henning Mankell dai personaggi lunatici come il suo commissario Kurt Wallander. Mix di travagli interiori, problemi personali e delitti terrificanti ambientati in graziose cittadine, ma anche nella Stoccolma cupa di Stieg Larsson, con la sua trìlogia Millennium, che vede protagonisti il giornalista Mikael Blomkvist e l'introversa e asociale Lisbeth Salander. Anche il Bohuslan ha il suo scrittore di thriller, Camilla Lackberg. Bella, grintosa, nata 40 anni fa a Fjàllbacka, meta di villeggiatura della buona borghesia svedese dagli anni Venti e già buen retiro dell'attrice Ingrid Bergman, Camilla ambienta proprio in questo idilliaco e placido paesino di 980 anime dominato dal monte Vetteberget i suoi best seller. In estate, quando lungo il mare le terrazze dei bar si riempiono di giovani e turisti all'assalto di trionfi di crostacei, mentre i bambini pescano granchi dal pontile con un gamberetto attaccato alla lenza con una molletta, si può persino partecipare a tour sui luoghi descritti nei libri e raffigurati nella fiction girata qui e basata sul primo libro La principessa di ghiaccio.
Mare e sole; barche e shopping; delitti e cibo, i must di questa costa splendidamente tormentata, dove il mare incontrando la terraferma la frantuma in un labirinto di arcipelaghi, golfi e anse. Aragoste, ostriche, gamberi, prede di professionisti e di safari di pesca-turismo sono l'ottima materia prima che fa della costa occidentale della Svezia un vero e proprio paradiso culinario. Con ristoranti e chef di tutto rispetto. Un'avventura culinaria che inizia idealmente a Goteborg, capitale culinaria svedese nel 2012, col suo mercato del pesce Feskekyrka, dal quale attinge il ristorante Gabriel situato nel suo mezzanino e curato dallo straordinario Johan Malm. Aringhe in tutti i modi, ma anche gamberi e ottimo pesce nei menu di Jonas Esperfors, chef del Salt & Sili, il ristorante dell' hotel di design galleggiante sull'isola di Kladesholmen, da decenni centro dell'industria dell'aringa, alla cui pesca è dedicato qui anche un piccolo museo. Sviluppatasi grazie alle aringhe anche Stròmstad, fondata nel XVI secolo sul fiume Stromsan, legata invece alle ostriche Grebbestad, secondo il grande Paul Bocuse le migliori del mondo, da cui proviene il 90% della produzione svedese e dove, grazie ai fratelli Karlsson di Everts Sjòbod, con il marchio di turismo ecosostenibile Nature's Best (www.naturensbasta.se) è possibile cimentarsi in un divertente safari all'ostrica. Sapori di Svezia Occidentale è invece il marchio che, grazie all'uso di ingredienti a km zero, prodotti in modo sostenibile, contraddistingue il ristorante Vatten del Museo dell'acquerello sull'isola di Tjòrn. Una moderna costruzione ai bordi di un arcipelago roccioso frastagliato e battuto dal vento: una collezione permanente, mostre temporanee, corsi di acquerello per grandi e piccini e programmi culturali finanziati dalla Hjorne Foundation of Culture di Marstrand. Isola car free a un'ora da Goteborg, Marstrand, dominata da una fortezza fondata nel 1658, vanta uno storico Grand hotel, negozietti, caffè, ristoranti per tutti i gusti e tutte le tasche. Altrettanto vivace e gettonata Smogen, adagiata lungo un molo di legno lungo 600 metri punteggiato di locali e negozi di ogni tipo e affacciato su un esercito di barche a vela. Lysekil, sulla punta di una penisola, nota per la sua regata velica estiva per sole donne e l'affascinante Strandflickorna Havshotellet, hotel bomboniera arredato come una casa dei primi del Novecento, i misteriosi pittogrammi dipinti di rosso di Tanum e le incisioni rupestri nei boschi di Vitìycke, risalenti all'età del bronzo, sono una tappa imperdibile di questo viaggio che termina nel primo parco marino nazionale svedese, nel Koster fjord, inaugurato nel 2009 con più di seimila specie. Le due isole di Koster, distanti 58 metri l'una dall'altra, sono un tripudio di barche, villaggetti, cottage, spiagge, isolotti colonizzati da foche cimose quanto timide, insenature e angoli dove ognuno può ritagliarsi una minuscola oasi di pace e tranquillità. Un solo hotel, un museo naturalistico, nessuna auto privata, una popolazione stabile di 300 persone. Poco, apparentemente, eppure tale da far guadagnare loro nel 2011 il terzo posto come miglior destinazione emergente dell'High Life Travel Awards del British Airways Magazine. Ingrid Bergman, che dalla sua statua sulla piazza di Fjàllbacka guarda lontano, verso la baia dove furono sparse le sue ceneri, aveva visto giusto.

 
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